Madre Margherita M. Guaini

BIOGRAFIA

MADRE MARGHERITA MARIA: UNA VITA PER DIO E PER L’UMANITA’

 2 marzo 1994, ore 15,37: Madre Margherita Maria Guaini, Missionaria di Gesù Eterno Sacerdote, “La Madre” torna alla casa del Padre dopo aver speso tutta la sua vita per Dio e l’umanità nella consapevolezza che solo “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se, invece, muore produce molto frutto” (Gv 12,24).

Antonietta aveva visto la luce il 21 novembre 1902, a Ceto in Val Camonica. Ben presto dovette farsi carico con il papà di tutta la famiglia a causa della morte della mamma Elisabetta.

Antonietta aveva solo 20 anni quando si trovò sulle spalle quel pesante fardello, ma riuscì a sistemare uno ad uno i fratelli e le sorelle: erano dieci in tutto.

Nel periodo in cui prestava servizio come infermiera maturò la vocazione alla vita religiosa. Non era semplice per Antonietta lasciare i suoi cari, ma il Signore la chiamava, non poteva dire di no.

Così a 22 anni entrò nel convento delle Ancelle della Carità di Brescia: successivamente Suor Elisa – così venne chiamata – si prodigò in diversi ospedali.

Durante il periodo in cui si trovava al “Fatebenefratelli” a Brescia maturò la vocazione alla clausura.

“Il 19 luglio 1937, nella cappella della Casa di cura del Fatebenefratelli (Brescia), mentre facevo la meditazione da sola sopra l’apostolato di San Vincenzo de Paoli dicevo al Signore con tutto l’ardore dell’anima: – Anch’io, Signore, vorrei fare del bene al mondo come San Vincenzo de Paoli – ed una voce che non è voce, ma più che voce mi rispose: – Sì, anche tu farai del bene come San Vincenzo de Paoli, attraverso il mio sangue… – Mi sentii ispirata a farmi religiosa di clausura… entrai alla Visitazione il 1° Marzo 1938; mi trovai bene, più ricolma di grazie… spesso il Signore mi diceva che avevo una missione da compiere”.

Arrivò il giorno, non senza travagli, in cui Suor Elisa lasciò le Suore Ancelle della Carità per seguire il Maestro nella vita claustrale.

Madre Margherita Maria rimase sette anni alla Visitazione. In quel periodo cresceva sempre più nell’amore per “Lo Sposo” e si lasciava da Lui trasformare. Lei stessa ci racconta che spesso il Signore le diceva: “Aiuta i miei preti”. Questa chiamata si faceva sempre più chiara, così si decise di lasciare la Visitazione per fondare una nuova Congregazione.

Gli anni che seguirono non furono facili: a momenti di serenità e gioia si alternavano difficoltà e croci, ma fedele alla chiamata del Signore proseguiva sul cammino intrapreso.

Il Signore non mancò mai durante la sua vita di far incontrare persone che manifestavano il Suo amore, la Sua paterna bontà e la confermava nell’opera iniziata.

“Nell’agosto 1946 incontrai S.E. Mons. Giovanni Battista Montini e gli sottoposi il progetto dell’opera pastorale delle Missionarie di Gesù Sacerdote.

Dopo avermi ascoltata, Sua Eccellenza si alzò in piedi e con le mani giunte disse: – Quest’opera manca alla Chiesa, bisogna portare questo spirito sacerdotale di vita interiore per dire a tutti gli uomini che Dio esiste, che Dio ci è padre sempre e vuole dare il cielo a tutti quelli che lo vogliono, perchè Gesù ci ha redenti con il Suo Prezioso Sangue. Bisogna aiutare i sacerdoti: con la preghiera e con le opere -. Poi si sedette”.

Ecco uno dei tanti segni della bontà di Dio, che non mancavano di illuminare e confermare Madre Margherita nel cammino da Lui tracciato.

L’8 maggio 1947 Madre Margherita Maria iniziò l’opera nella diocesi di Melfi: fu solo il primo momento del suo pellegrinare verso quella terra che Dio aveva preparato per lei. Approdò definitivamente con le sue figlie alla terra promessa il 12 settembre 1953 a Varallo Sesia (Vercelli) nel Convento “Madonna delle Grazie”, accolta da Mons. Gilla Vincenzo Gremigni, Vescovo di Novara.

Il piccolo seme piantato dal Signore nel cuore della Madre per il bene della Chiesa e dell’umanità, aveva trovato un terreno fertile.

“Non io ho pensato di fare le Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote, no, no, no! E’ stato il Signore”.

“In lei era un amore di Dio travolgente e impetuoso fino a suscitare resistenze, incomprensioni ed ostacoli anche nel mondo religioso; era un amore costruttivo fino ad elaborare progetti apostolici impossibili che, pur nel loro fallimento apparente, non mancavano mai di portare frutti di vita eterna.

 

In un certo senso era una sognatrice di Dio e per Dio… E come tutte le sognatrici per amore non mancava talvolta di essere forte nella volontà e nell’espressione, severa, esigente con sé e con gli altri, finchè lo Spirito Santo stesso poi dissolveva i suoi sogni in frutti preziosi, nutriti di comprensione, di amore e di dolcezza per ogni persona affidata alle sue cure o che, povera e debole, si rivolgesse al suo cuore e alla sua intelligenza; debolezza e fatica nelle persone commuovevano sempre profondamente Madre Margherita Maria Guaini” (Cardinal Ugo Poletti).

In questi 48 anni di presenza nella Chiesa, per la Chiesa e con la Chiesa, fedeli alla chiamata dello Sposo, le Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote, sull’esempio della Madre vivono il loro carisma nel mondo: Italia, Bolivia, Filippine e Perù.

Le caratteristiche potrebbero essere riassunte così:

  1.  La Madre aveva profonda consapevolezza dell’infinito, misericordioso amore di Dio Padre, che vuole salvi tutti gli uomini da Lui creati per essere suoi figli.
  2.  Questo amore deve essere ricambiato con pietà filiale da tutti gli uomini. Un atto puro d’amore di Dio può salvare le anime.
  3.  Quelli che non ne sono consapevoli devono essere aiutati dai fratelli che vivono nella grazia.
  4.  L’amore infinito del Padre si è manifestato per mezzo dell’Incarnazione del Figlio e del suo Sacrificio sulla Croce.
  5.  Il Sangue di Cristo irrora continuamente tutta l’umanità per purificarla e salvarla. Una sola goccia può salvare il mondo, ma tutto il mondo è costantemente irrorato dal sangue di Cristo come da un fiume.
  6.  L’Eucarestia è, in pienezza, il mistero rivelatore dell’amore di Dio; è il centro del nostro amore che si fa adorazione.
  7.  L’Eucarestia ci è donata nella Messa, unico e universale sacrificio che salva e nutre.
  8.  Dovunque si celebra una Messa può essere spiritualmente presente la nostra fede e la nostra adorazione amante, che assume così il carattere di universalità. Ma ugualmente partecipando di presenza ad una S. Messa, siamo  realmente in comunione con l’unico Sacrificio di Gesù Cristo, che può celebrarsi, in quel momento, in ogni parte del mondo. Infatti uno solo e universale è il “memoriale” – documento vivente – della Passione di Gesù:  precisamente la S. Messa, anche se celebrata simultaneamente o in tempi diversi, in ogni parte del mondo.
  9.  La Messa e l’Eucarestia sono affidate ai Sacerdoti che devono essere santi, per il nutrimento della Chiesa e la diffusione del Vangelo in comunione col Papa.
  10.  Le Missionarie vivono, pregano, adorano, riparano, si santificano per il Papa e per la santificazione dei Sacerdoti, per la purificazione di quelli caduti. Si offrono per aiutarli nella vita quotidiana, nel ministero sacerdotale e  pastorale, specialmente aiutando i fedeli a conoscere e vivere il sacerdozio comune, regale e profetico loro affidato dalla Chiesa per opera dello Spirito Santo.
  11.  Chi ha avuto modo di avvicinarla può testimoniare che visse in piena fedeltà a quanto il Signore aveva desiderato da Lei. Può anche testimoniare del grande amore che la Madre aveva per Maria, la Madonna delle Grazie, la  Mamma.

Nel suo testamento scrisse: “Grazie, Signore, per il tuo amore redentivo e per avermi dato Maria, tua Madre, come Mamma dolcissima, come sostegno e conforto che mi ha preso sempre per mano per condurmi a te, che sei il mio amore, il mio conforto, la mia grazia, il mio vivere”.

E non mancava di dire alle persone che avvicinava: “Se sarai vicino a Maria, Gesù troverà il suo Cielo nella Divina Madre e nel tuo cuore”.

E amava ripetere: “Quando mi chiedono dove abito dico: Nel cuore di Gesù e Maria”.

La Madre, così amabilmente chiamata dalle sue figlie e non solo, ha molto amato e molto dato alla Santa Chiesa di Dio. La Chiesa era il suo sogno e, allo stesso tempo, il suo amore.

Anche nella Chiesa ha ricevuto molta comprensione, molta stima, molto amore, molti segni di predilezione, anzitutto da Papa Paolo VI.

Lei lo ricordava sempre con commozione che, pur con brevi incontri, ha fortificato il suo spirito di fondatrice, le ha conservato ricordo e le ha donato incoraggiamento e direttive.

Dal Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto tal segno di attenzione e di affetto che si degnò di venire proprio qui personalmente a incoraggiarla e benedirla nella sua malattia.

La Madre “sognatrice di Dio e per Dio”, sognatrice per amore, durante la sua vita terrena ha sognato anche il ramo maschile: i Missionari di Gesù Eterno Sacerdote.

“I Sacerdoti che vivono l’impegno di carità intersacerdotale vogliono essere il prolungamento della tua misericordia – Signore – per riempire il mondo di grazia e di amore perchè tutti gli uomini raggiungano il Cielo”.

Un segno che ha cercato di realizzare, ne aveva parlato con il Santo Padre Giovanni Paolo II durante la Sua visita a Varallo, un sogno che vedrà realizzato dal Cielo.

La Madre: una vita per Dio e per l’umanità nella Chiesa, una vita piena, spesa per “aiutare tutti ad andare in paradiso”.

La Madre ci ha insegnato a dire: “Grazie, Signore, poi grazie ancora e sempre grazie”, ora vive nella visione di Dio.